Il proprietario è un cacciatore ed è stato denunciato per le condizioni drammatiche in cui vivevano i poveri cani, oltre che per i reati ambientali relativi alla struttura abusiva. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Non stupisce che si tratti di un cacciatore. Questa attività semina soltanto morte e dolore”.
Vivevano, se così si può dire, in una specie di canile realizzato con reti fatiscenti e lamiere arrugginite, in condizioni igienico-sanitarie disastrose, ammassati in spazi angusti. Questa era la situazione di circa 40 cani da caccia che la Sezione LNDC Animal Protection di Salerno ha segnalato al comando CITES tramite l’avvocato Anna Vicinanza.
All’arrivo sul posto, i Carabinieri Forestali e i veterinari dell’ASL hanno constatato le drammatiche condizioni di detenzione dei poveri animali e provveduto a salvarli, togliendoli da quell’inferno e affidandoli alle cure del servizio veterinario. I militari hanno identificato il proprietario e responsabile di quelle condizioni di detenzione totalmente incompatibili con il loro benessere. L’uomo, un cacciatore, è stato quindi denunciato ai sensi dell’art. 727 del Codice Penale nonché per i reati ambientali relativi alla costruzione abusiva della struttura.
Ancora una volta non ci sorprendiamo che l’autore di questo tipo di condotta sia un cacciatore. Purtroppo, queste persone non hanno alcun rispetto della vita in generale altrimenti non si divertirebbero a uccidere animali indifesi. Allo stesso tempo, come dimostra questo ennesimo caso, spesso considerano i loro cani come semplici strumenti per praticare il loro crudele hobby e non come compagni di vita. Non smetteremo mai di lottare contro la caccia e chi la pratica, perché è un’attività che produce soltanto morte e dolore.
Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection


