4 Giu, 2024
PECORE FANTASMA PER OTTENERE FINANZIAMENTI DALL’UE
4 Giu, 2024
PECORE FANTASMA PER OTTENERE FINANZIAMENTI DALL’UE

Due i principali filoni di indagine: greggi prestati e poi riconsegnati ai proprietari non appena avuti i soldi, animali scomparsi, morti negli alpeggi, mandati al macello o letteralmente spariti. Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection: “Purtroppo non ci sorprende che chi allevi abbia a monte come unico interesse il denaro e, al contempo, nessun rispetto per gli animali che, come in questo caso, sono stati trattati come mera merce con l’aggravante di avere architettato un ardimentoso inganno sgominato per fortuna dalla Procura europea”

Sono sei gli imprenditori indagati per truffa ai danni della Ue, che fingevano compravendite di greggi per ottenere finanziamenti, ma dopo avere ricevuto i sussidi gli animali venivano restituiti. La grande truffa delle pecore fantasma, che ha visto anche la sparizione di numerosi capi trovati poi morti o misteriosamente scomparsi, grazie a cessioni fittizie ha fatto intascare centinaia di milioni di euro a imprenditori senza titoli. Si tratta dell’ennesima vergognosa realtà portata alla luce in questo caso dal lavoro di Eppo, la Procura europea che indaga, persegue e porta in giudizio i reati a danno del bilancio della Ue.

Un fatto gravissimo e vergognoso che purtroppo non è una grande sorpresa. Questo è quello che spesso e volentieri si nasconde dietro l’industria del latte e della carne: soprusi, abusi e maltrattamenti a danno di poveri animali costretti a viaggiare e a vivere, per poi morire, in condizioni spesso drammatiche. Nello specifico, oltre al reato di maltrattamento per diversi ovini trovati morti negli alpeggi, l’indagine ha fatto emergere come altri animali siano stati poi portati al macello e altri ancora sono misteriosamente scomparsi. In testa a tutto questo c’è, chiaramente, la truffa ai danni dell’UE unita al reato di peculato, per greggi acquistati con i contributi europei e poi spariti non appena incassato il denaro.

Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection

L’indagine, partita nel 2021, ha svelato come gli animali venissero caricati sui camion da Torino e scaricati in Valle d’Aosta: non solo per pascolare in alpeggi dove non avrebbero potuto stare, ma soprattutto per mascherare la truffa.

Per questo promuoviamo da anni la scelta vegana, perché continuare a foraggiare l’industria del latte, della carne e degli allevamenti vuol dire rendersi complici anche di fatti come questo.

Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection

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