Con la scusa degli incidenti stradali e della peste suina africana, le Autorità hanno sparato a un cucciolo di ungulato ferito senza nemmeno verificare se fosse realmente portatore della malattia o meno. Il tutto davanti agli attivisti animalisti che hanno cercato in tutti i modi di salvarlo. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Chiederemo alla magistratura di verificare la liceità della decisione e, se qualcuno ha sbagliato, dovrà assumersene la responsabilità. Bisogna ricordarsi che il mondo non è abitato soltanto da noi, ci vuole rispetto per la fauna selvatica”.
Un cucciolo di cinghiale ferito per essere stato investito da un’auto era caduto, o forse si era rifugiato, in un fosso. Sul posto si sono precipitati gli attivisti dell’associazione Rifugio Alma Libre per tentare di salvarlo, soprattutto dall’intervento della ASL veterinaria e delle Forze dell’ordine che erano intenzionate a procedere con l’abbattimento. Su Instagram, l’associazione ha pubblicato un video in cui si assiste a un’attivista che supplica, in lacrime, l’agente della polizia provinciale di risparmiare il povero cucciolo, offrendosi di recuperarlo e curarlo per poi rimetterlo in libertà. Ma le richieste degli animalisti non sono state nemmeno prese in considerazione e il povero animale è stato brutalmente ucciso sul posto.
Il filmato è impressionante, la freddezza dell’agente preposto all’uccisione del povero cinghiale è sconcertante e inquietante. Tra le varie motivazioni addotte per questa decisione, il comandante della Polizia Provinciale ha elencato anche il presunto controllo della famigerata peste suina africana. Uno spauracchio che ormai è preso a pretesto in qualunque occasione per giustificare la mattanza di animali anche senza verificare se siano davvero portatori di questa patologia o meno. Si uccide a priori, per partito preso. Questo però non è accettabile, quindi sporgiamo denuncia affinché si faccia chiarezza su quanto è successo e si verifichi se, come riteniamo, ci sia stato un abuso nei confronti di un cucciolo ferito e inoffensivo.
Tra l’altro, sempre il comandante della Provinciale, afferma che i cinghiali sarebbero responsabili di numerosissimi incidenti stradali, anche gravi. Evidentemente, non è chiaro che siamo noi umani a guidare le automobili e a costruire strade che attraversano l’ambiente naturale in cui vive la fauna selvatica. Se c’è qualcuno che causa gli incidenti non sono gli animali, ma le persone che percorrono – spesso andando ben oltre i limiti di velocità previsti – le strade e non riescono in tempo a frenare quando si trovano davanti un animale che sta semplicemente attraversando per spostarsi all’interno del suo habitat. Ogni tanto bisogna ricordarci che il mondo non è soltanto nostro, ma lo condividiamo con altre creature viventi che hanno il diritto di vivere liberamente.
Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection


