12 Ago, 2024
LNDC ancora in difesa dei randagi in Turchia
12 Ago, 2024
LNDC ancora in difesa dei randagi in Turchia

Dopo aver scritto all’ambasciatore, la Presidente di LNDC Animal Protection si è rivolta anche al Ministro Tajani e agli Eurodeputati che hanno sottoscritto il manifesto “Anche gli animali votano” affinché facciano pressione sul Governo turco e fermino la strage annunciata. Appello anche ai cittadini per scrivere e-mail di protesta all’ambasciatore Gücük.

La battaglia di LNDC Animal Protection per tentare di salvare i cani della Turchia non si ferma. Il Parlamento turco, infatti, nonostante le numerose proteste di piazza da parte degli attivisti locali, ha approvato una legge che prevede la possibilità di uccidere i cani per contrastare il fenomeno del randagismo e la diffusione di zoonosi. L’associazione ha scritto già due lettere all’ambasciatore turco in Italia, senza ricevere alcuna risposta, ricordando che l’unico modo per arginare realmente il randagismo è la sterilizzazione a tappeto, così come è fondamentale procedere con le vaccinazioni per prevenire la proliferazione di patologie.

Vogliamo tentare di tutto per convincere la Turchia a tornare indietro su una decisione totalmente irragionevole e crudele. Per questo mi sono rivolta anche al nostro Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, chiedendo un suo intervento nei confronti del Governo turco per rappresentare la contrarietà a questa decisione anche da parte dell’Italia. Allo stesso tempo, ho scritto a tutti gli europarlamentari che avevano sottoscritto il manifesto “Anche gli animali votano” della campagna Vote for Animals, affinché facciano delle pressioni a livello europeo viste le intenzioni della Turchia di entrare a pieno titolo nella UE.

Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection

LNDC Animal Protection chiede anche il supporto di tutti i cittadini italiani sensibili al benessere animale e alla vita dei cani randagi, tramite l’invio di una e-mail di protesta all’ambasciatore turco in Italia Ömer Gücük per esprimere la propria indignazione riguardo alla decisione presa dal suo Paese. Cliccando sul pulsante si aprirà la mail già compilata con l’indirizzo e un modello di testo che può essere personalizzato a proprio piacimento.

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