Hanno poco più di un mese ora i simil setter buttati come rifiuti nella campana del vetro a Ozzano dell’Emilia a pochi giorni di vita. Due sorelle, Lucrezia e Sofia, li stanno svezzando dopo il breve periodo trascorso nella clinica veterinaria bolognese, ma ne potranno tenere solo uno. Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection che ha sporto denuncia per il fatto: “Lanciamo un appello per l’adozione di uno di questi piccoli, augurandoci che le indagini in corso arrivino a trovare il colpevole di questo ignobile gesto”
Sono in buona salute i due cuccioli che a metà maggio scorso, a pochi giorni di vita, sono stati gettati nella campana del vetro come rifiuti a Ozzano dell’Emilia. Doppiamente salvati, prima dall’operatore che la stava svuotando e ha sentito un flebile guaito e poi dalle persone che se non sono prese immediatamente cura, hanno oggi poco più di un mese e si chiamano Mirtilla e Apollo.
Dopo le prime cure all’Università di veterinaria di Ozzano i piccoli sono stati presi in cura, appena dimessi dalla clinica, da due sorelle, Lucrezia e Sofia. “I cuccioli sono due simil setter e sono stati buttati nella campana del vetro che avevano qualche giorno di vita”, racconta Lucrezia, che continua: “Avevano ancora il cordone ombelicale attaccato. Grazie al coinvolgimento di mia sorella, che è studentessa a Veterinaria e ha assistito i cagnolini appena arrivati, abbiamo deciso di portarli a casa e li stiamo svezzando con il biberon. Li abbiamo chiamati Mirtilla e Apollo, ma purtroppo ne potremo tenere solo uno dei due, decidere chi… è difficilissimo!”.
LNDC Animal Protection, che appena appresa la notizia ha immediatamente sporto denuncia, si augura che le indagini in corso possano trovare il colpevole e che questo reato sia punito ai sensi di legge. “Un gesto ignobile e spregiudicato che denota una totale insensibilità alla vita oltre a una cieca crudeltà”, ha argomentato la presidente LNDC Piera Rosati.
Mirtilla e Apollo stanno crescendo e l’associazione vuole fare eco alla ricerca delle due ragazze per trovare una nuova famiglia a uno dei due (scrivendo a lucrezia.fabbri@studio.unibo.it) e, come ha già annunciato, continuerà a seguire da vicino la vicenda augurandosi che possano emergere dalle indagini in corso filmati o testimonianze che inchiodino il colpevole due morti scampate per miracolo.


