Una situazione che va avanti da tempo e che ha raggiunto il culmine con il ritrovamento di circa 50 animali morti in fondo a un fosso, forse a seguito di una caduta che dimostra l’incuria con cui i pastori responsabili gestiscono il gregge. LNDC Animal Protection sporge denuncia e chiede ai cittadini del posto di fornire testimonianze utili scrivendo ad avvocato@lndcanimalprotection.org. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Le marche auricolari dovrebbero consentire di fare chiarezza e rintracciare i responsabili, confidiamo nelle indagini dei Carabinieri forestali”.
Da diverso tempo, i cittadini di alcune località intorno all’area metropolitana di Venezia – in particolare Magliano, Marcon e Favaro – sono costretti a convivere con l’inciviltà e la crudeltà di alcuni pastori che, passando sulle loro strade per portare le greggi al pascolo, lasciano dietro di loro carcasse di agnelli, spesso appena nati. Il massimo si è raggiunto quando circa una cinquantina di animali, tra pecore e agnelli, sono stati trovati senza vita in un fosso lungo il fiume Dese, dove forse erano finiti a seguito di una caduta.
In collaborazione con la Sezione LNDC di Venezia, l’associazione sta raccogliendo documentazione fotografica e testimonianze da allegare alla denuncia nei confronti di questi pastori che attualmente si trovano in un luogo sconosciuto. Chiunque volesse contribuire con la propria testimonianza può scrivere ad avvocato@lndcanimalprotection.org.
I tanti animali adulti trovati morti lungo il fiume dovrebbero essere stati dotati di marche auricolari, quindi non dovrebbe essere difficile risalire al proprietario del gregge anche se questo non necessariamente coincide con i pastori che se ne occupano. Ciò non toglie, però, che il proprietario dovrebbe essere informato su dove si trovino ora i suoi animali e i pastori. Da quanto abbiamo appreso, la gestione di questi poveri ovini non è assolutamente idonea a garantire loro la sicurezza. In diversi casi, infatti, i pastori sarebbero stati visti correre per evitare che gli animali finissero in autostrada e la stessa caduta nel fosso dimostra che queste persone non sono in grado o non hanno interesse a salvaguardare l’incolumità delle pecore. Inoltre, vogliamo che vengano verificate le condizioni in cui vengono tenuti i cani utilizzati per condurre il gregge, dato che alcune persone affermano di averli visti zoppicare. Confidiamo che i Carabinieri forestali approfondiscano le indagini affinché si possa fare chiarezza su questa situazione e si possa ottenere giustizia per questi poveri animali.
Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection


