5 Mar, 2024
Ancora allarmismi e psicosi contro i lupi ad un convegno in Val Brembana
5 Mar, 2024
Ancora allarmismi e psicosi contro i lupi ad un convegno in Val Brembana

Anziché valutare le responsabilità umane e i metodi corretti per prevenire incursioni e predazioni da parte di questi animali, cacciatori e agricoltori continuano a seminare il panico e a ingigantire il “problema” con l’unico scopo di tentare di ridurre lo status di protezione del lupo e poter procedere con le uccisioni. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Questo è un modo di agire scorretto e irresponsabile, gli strumenti per convivere pacificamente con la fauna selvatica ci sono”.

A San Giovanni Bianco, nella Val Brembana in provincia di Bergamo, si è svolto nei giorni scorsi un convegno dal titolo “La verità sul lupo”. L’unica verità che è venuta fuori, però, è che si è trattato di un dibattito volto soltanto a creare allarmismo e a lamentarsi dello status di protezione del lupo. L’incontro infatti è stato organizzato da “comitati per la tutela degli animali e delle persone”, Enalcaccia e Prosegugio e l’associazione per la tutela della vita rurale. In pratica, un gruppo di cacciatori e agricoltori intenzionati a difendere rispettivamente il loro diritto a uccidere e i loro allevamenti dove gli animali vengono sfruttati per reddito.

I relatori ovviamente erano tutti sulla stessa lunghezza d’onda, dal veterinario-cacciatore ai politici locali anti-lupo, fino al parlamentare Bruzzone, autore della proposta di legge avversata da LNDC Animal Protection e da tutte le associazioni di protezione animale perché vuole scardinare tutte le tutele previste per la fauna selvatica rispetto alla minaccia dei cacciatori. Tra le varie cose, è stata citata la “scala” elaborata anni fa dal biologo canadese Geist che prevede una serie di step per valutare la pericolosità dei lupi sulla base dei loro comportamenti nei confronti degli umani. Secondo quanto hanno affermato, ormai ci troveremmo molto vicini alla possibilità che i lupi inizino ad attaccare le persone dato che in alcuni casi sono stati avvistati anche nei centri abitati.

Quello che però è stato probabilmente omesso, o non riportato dalla stampa, è che se gli animali selvatici – a partire dagli ungulati che poi vengono seguiti dai lupi – si avvicinano agli insediamenti urbani la colpa non è certo loro ma come sempre è responsabilità umana. Come affermano diversi esperti italiani – dallo zoologo Zibordi al biologo Marzano – è fondamentale prevenire le incursioni dei selvatici e dei grandi carnivori nei centri abitati evitando di lasciare i rifiuti in strada e custodendo gli animali domestici al chiuso anziché lasciarli in giardino. Già questo sarebbe un grandissimo passo per evitare che lupi e altri animali arrivino fino alle case. Allo stesso tempo, le greggi e gli altri animali cosiddetti “da reddito” devono essere custoditi e protetti con le modalità consigliate e cioè cani da guardiania e reti elettrificate, strumenti assolutamente efficaci per scoraggiare le predazioni se utilizzati nel modo adeguato. Purtroppo, però, come sempre ci troviamo davanti a persone che invece preferiscono lanciare allarmismi e creare psicosi per giustificare il loro desiderio di uccidere.

Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection

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