La difesa sarebbe riuscita a dimostrare che aver lasciato il cane in auto non fu un gesto volontario ma una dimenticanza assimilabile all’amnesia dissociativa già riconosciuta nei casi di bambini lasciati nei veicoli Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Se le cose stanno davvero così, credo che la famiglia stia già pagando a sufficienza, dovendo fare i conti con il proprio senso di colpa. Questo però deve indurre una riflessione sui nostri stili di vita frenetici che possono mettere a rischio la vita dei nostri cari”.
I fatti risalgono al giugno 2022, quando Aron morì drammaticamente dopo essere stato lasciato nell’auto parcheggiata mentre la sua famiglia era in piscina fuori Verona. LNDC Animal Protection sporse denuncia e da allora ha seguito in prima linea il processo. Inizialmente era stato emesso un decreto penale di condanna al pagamento di una multa, ma l’avvocato ha presentato un’opposizione e oggi si è giunti all’assoluzione piena per la coppia che era stata imputata per la sua morte.
Secondo quanto ricostruito in tribunale, l’uomo avrebbe dimenticato che il cane fosse ancora nell’auto e anzi era convinto di averlo lasciato a casa prima di andare alla piscina insieme alla moglie e alle figlie. Al tempo stesso, la moglie non sarebbe stata nemmeno a conoscenza del fatto che il povero Aron fosse in auto, poiché si era presumibilmente addormentato nel bagagliaio. Si sarebbe trattato quindi di un fatale e tragico incidente, causato da una cosiddetta amnesia dissociativa che avrebbe afflitto l’uomo. Una cosa molto simile a quella che capita nei casi di bambini lasciati nelle auto.
La difesa ha prodotto una serie di fotografie a dimostrazione del fatto che Aron era considerato a tutti gli effetti un membro della famiglia e questo, in un certo senso, rende il tutto ancora più tragico. Secondo quanto riferito, la coppia avrebbe sofferto molto per quanto accaduto e la donna avrebbe anche avuto bisogno di ricorrere a uno psicoterapeuta per combattere la depressone scaturita a seguito dell’evento. Se davvero le cose sono andate così, se davvero non è stato un gesto volontario ma una tragica fatalità, penso che la famiglia stia già scontando una pena sufficiente, affrontando quotidianamente il proprio senso di colpa. Ovviamente esistono tanti casi in cui i cani vengono lasciati in auto volontariamente e devono essere puniti severamente. Non sembra essere questo il caso e purtroppo possiamo solo trovare uno spunto per riflettere a fondo sulla responsabilità di avere un cane e su come i ritmi frenetici delle nostre vite odierne mettano a rischio noi e i nostri cari, come abbiamo visto anche nei tanti casi di bambini che hanno subito la stessa sorte di Aron.
Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection


