Moltissimi degli animali posti sotto sequestro dal 2021 furono salvati grazie all’intervento di LNDC Animal Protection e altre associazioni animaliste, che hanno provveduto alle cure e all’adozione di tanti di loro. Gli imputati, titolari della struttura e medici veterinari, dovranno rispondere di numerosi reati. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “È ora di dire basta alla speculazione e al profitto fatti sulla pelle di creature innocenti”.
Entra finalmente nel vivo la fase processuale che riguarda l’allevamento di Trecastelli (AN) posto sotto sequestro nel 2021. Una vicenda di cui LNDC Animal Protection si era occupata fin dai primissimi istanti, soccorrendo e provvedendo alle cure di numerosi cani ospitati nella struttura e provvedendo a trovare adozione a moltissimi di loro.
I cani sequestrati all’epoca furono oltre 800, a fronte di una capienza massima della struttura di circa 60 animali, e la maggior parte di loro erano affetti da brucellosi canina. In seguito, anche un’epidemia di parvovirosi ha causato gravi problemi di salute a moltissimi animali che hanno avuto bisogno di cure urgenti. Le Associazioni Enpa, LAV, LNDC Animal Protection e Oipa hanno denunciato la gravissima situazione che affliggeva questi animali e ottenuto un rinvio a giudizio diverse persone, tra cui i titolari dell’allevamento e medici veterinari ASL che avevano omesso di fare i dovuti controlli.
Nell’udienza preliminare di oggi abbiamo presentato la nostra costituzione di parte civile e continueremo a seguire da vicino questa drammatica vicenda nelle prossime fasi del processo, che continuerà ad aprile. I reati contestati agli imputati sono diversi e sono lo specchio di quello che purtroppo succede molto spesso in situazioni di questo tipo: disastro colposo, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, abusivo esercizio di professione veterinaria, mancato rispetto dei provvedimenti dell’Autorità Sanitaria, corruzione, frode in commercio, falso in certificazioni, omessa denuncia di reato, traffico illecito di cani. Da quanto è emerso, infatti, i cani arrivavano già in condizioni di salute precarie dall’est Europa e questo ha provocato l’insorgere di un focolaio di brucellosi nell’allevamento..
Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection
Come dico sempre, se si sceglie di acquistare un animale anziché adottarne uno da un rifugio bisogna sempre verificare di persona le condizioni dell’allevamento e denunciare ogni volta che si vedono cose che non vanno come devono andare. Fortunatamente, grazie al nostro intervento, molti di questi cani hanno trovato un’adozione e oggi stanno bene, ma per mesi hanno dovuto vivere in condizioni disperate, malati e in un ambiente gravemente sovraffollato. Senza contare tutti quelli che purtroppo non ce l’hanno fatta e quelli che sono ancora in attesa dell’avvio di un protocollo terapeutico per poter sperare nella negativizzazione al virus e nella successiva adozione. È ora di dire basta a questa forma di speculazione sulla vita e sulle sofferenze di creature innocenti.
Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection


