La condanna per l’abbandono del proprio cane o gatto potrebbe arrivare fino a 7 anni di reclusione se questo causa incidenti stradali. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Un piccolo passo avanti, senza dubbio, ma ancora una volta la tutela è rivolta esclusivamente alle persone e non si tiene realmente in considerazione il trauma subito dall’animale. C’è ancora tanta strada da fare per tutelare i nostri amici a 4 zampe in maniera diretta e renderli portatori di diritti”.
Il Parlamento in queste ore sta discutendo alcuni emendamenti al Codice della Strada, compreso quello che prevede fino a 7 anni di reclusione per chi abbandona un animale. A tal proposito, la Lega ha rilasciato una nota dichiarando “tolleranza zero” contro l’abbandono di cani e gatti sulla strada. Oltre alla reclusione, sono previste sanzioni amministrative accessorie che vanno dalla sospensione al ritiro della patente.
Andando però al di là dei proclami e dei titoli di giornale, e leggendo meglio le modifiche alle norme attuali, si scopre che questo significativo e auspicato inasprimento della pena per l’abbandono di un animale viene applicato soltanto se l’animale lasciato sulla strada provoca un incidente che causa vittime o feriti. In caso contrario, rispetto alle norme attuali, la pena aumenta soltanto di 4 mesi di arresto o 3mila euro in più di sanzione, con sospensione della patente fino a un anno.
Questa modifica rappresenta sicuramente un dato positivo, da un certo punto di vista, e speriamo che possa rappresentare un deterrente verso chi ha intenzione di mettere in atto questo orribile gesto. Quello che però lascia l’amaro in bocca è che ancora una volta la norma non prende in considerazione il trauma che subisce l’animale in sé ma punisce severamente soltanto se il comportamento causa danni gravi alle persone. La “tolleranza zero” sbandierata dalla Lega non è realmente verso chi abbandona un animale, ma verso chi – facendolo – causa un incidente stradale. Una decisione lecita, senza dubbio, ma che non ha come obiettivo primario la tutela dei nostri amici a 4 zampe. Del resto, anche le norme che sanzionano l’uccisione e il maltrattamento di animali riguardano “il sentimento per gli animali” e non gli animali stessi. Quello che viene tutelato attualmente dal nostro Codice Penale è il sentimento umano verso gli animali e non gli animali stessi. C’è ancora tanta strada da fare per rendere gli animali soggetti portatori di diritti e di tutele reali, e noi continueremo a batterci affinché questo cambiamento avvenga il più presto possibile.
Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection


