Il celebre “animal trainer” a processo per aver sottoposto, secondo LNDC Animal Protection e l’accusa, un cane lupo cecoslovacco a sofferenze psichiche e fisiche. L’associazione è parte civile nel procedimento e porterà la testimonianza di un perito per dimostrare che questi metodi sono obsoleti e inefficaci, oltre che semplicemente crudeli.
Tutto è partito da un video pubblicato dallo stesso Claudio Mangini, noto “animal trainer” che lavora spesso in produzioni televisive e cinematografiche. Nel filmato si vedeva in maniera inequivocabile l’addestratore sferrare un potente calcio sul fianco di un cane lupo cecoslovacco causandogli indubbiamente del dolore fisico, per poi incalzarlo e sottoporlo a pressioni fisiche e psicologiche con l’intento di ottenerne la sua completa sottomissione. Un video che ha scatenato l’indignazione di LNDC Animal Protection, che ha proceduto a denunciare l’addestratore insieme ad altre associazioni per maltrattamento.
Purtroppo la scuola di pensiero secondo cui il cane deve essere sottomesso all’uomo è dura a morire, nonostante ormai sia stata da tempo superata secondo tutta la letteratura scientifica più autorevole che esiste sull’argomento. Finché esisteranno personaggi che pongono in essere questi comportamenti e diffondono questo tipo di cultura, noi continueremo a denunciare.
Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection
Oggi si è finalmente tenuta la prima udienza e LNDC Animal Protection è stata ammessa al processo come parte civile e avrà un ruolo attivo all’interno di questo procedimento.
Abbiamo prodotto il video in questione da mettere agli atti del processo, così come abbiamo indicato un nostro perito di comprovata autorevolezza e professionalità per testimoniare come questi metodi non abbiano nulla di educativo ma possano in realtà peggiorare lo stato psicofisico del cane. Il giudice ha accolto le nostre istanze e ascolterà il nostro perito dopo la seconda udienza che si terrà a febbraio 2024. Siamo pronti a dimostrare che non c’è spazio per la violenza nell’educazione cinofila e che non ci sono giustificazioni di alcun tipo a comportamenti di questo genere.
Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection


