Il Presidente della PAT cerca una vendetta inspiegabile, che nemmeno la famiglia di Andrea Papi vuole. La sua missione è uccidere, senza alcun ripensamento. LNDC Animal Protection sarà presente davanti al TAR l’11 maggio, quando si decideranno le sorti di questa mamma orsa. Allo stesso tempo, l’associazione lavora per cambiare il sistema di gestione fallimentare portato avanti finora.
Sono bastati pochi giorni di ricerche per catturare JJ4, nonostante il radiocollare non funzionasse, perché l’orsa non si era mai mossa dal luogo in cui ormai staziona da tempo. Non si era avvicinata ai centri abitati ma era rimasta nel bosco in cui vive da tempo, dove pensava di essere al sicuro insieme ai suoi cuccioli, dove purtroppo c’è stato il tragico incidente che ha portato alla morte di Andrea Papi e alla sua condanna.
Nella conferenza stampa di stamattina, il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha ribadito che la sua intenzione è ucciderla senza se e senza ma. Una intenzione che va in contrasto anche con le volontà della famiglia dello stesso Andrea, che ha più volte affermato che la colpa non è dell’orsa né del giovane. La colpa è di chi non ha saputo gestire la situazione, prevenire gli incidenti, monitorare accuratamente il comportamento degli orsi sul territorio. In poche parole, la colpa è della PAT e quindi ora Fugatti vuole vendicarsi su JJ4 e i suoi cuccioli per aver messo in luce la sua incompetenza.
Ma JJ4 non è l’unico capro espiatorio per Fugatti e la sua amministrazione. Anche MJ5 e M62 sono nel suo mirino e LNDC Animal Protection è pronta a fare di tutto per difenderli. Così come tutti gli altri orsi di cui la PAT vorrebbe disfarsi affermando che sono in esubero, per arrivare a un tetto di 50 esemplari. Quello che Fugatti però fa finta di ignorare è che, come dichiarato dalla stessa PAT su un sito web dedicato a Life Ursus, il numero di 40-60 esemplari è l’obiettivo minimo e non quello massimo.
A questo punto, comunque, anche LNDC Animal Protection sarà presente all’udienza dell’11 maggio davanti al TAR, nella speranza che JJ4 non venga realmente condannata a morte ma che possa continuare a vivere in un posto diverso insieme ai suoi cuccioli.


