Al Sindaco del
Comune di Biancavilla
Dott. Antonio Bonanno
sindaco@comune.biancavilla.ct.it
protocollo@pec.comune.biancavilla.ct.it
Al Responsabile U.O.
Sanità Pubblica Veterinaria di Adrano e Paternò
Dott. Fernando Lo Giudice
fernando.logiudice@aspct.it
uovetadrano@pec.aspct.it
All’Assessore alla Salute
Regione Siciliana
Dott.ssa Giovanna Volo
assessorato.salute@certmail.regione.sicilia.it
Coordinatore G.E.P.A.
Alfio Panebianco
cr.sicilia@guardiegepa.eu
Milano , 15 febbraio 2023
Oggetto: richiesta chiarimenti su mancato rispetto normativa anti-veleni e sterilizzazione
Spett.li Enti,
scrivo in qualità di Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia, dal 1950 impegnata nella tutela della vita e del benessere degli animali di ogni specie e razza, con circa 70 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale, oltre a quasi un milione di seguaci sui social network.
Una volontaria locale ci ha scritto per informarci di una situazione molto grave presente sul territorio di Biancavilla. Da quanto ci ha riferito, negli ultimi due mesi ha segnalato numerose volte la presenza di alcuni cuccioli (almeno nove) che dovevano essere messi in sicurezza. Purtroppo questo non è stato fatto e la stessa volontaria riferisce di aver trovato almeno 7 cani morti, mentre gli altri sono dispersi. Secondo lei i decessi sarebbero dovuti ad avvelenamento ma, stando sempre a quanto riferito, la Polizia Municipale avrebbe effettuato un sopralluogo congiunto con le Guardie Zoofile senza però avviare la procedura prevista per legge in caso di sospetto avvelenamento.
Colgo l’occasione per ricordare che l’Ordinanza del Ministero della Salute del 12 luglio 2019, prorogata e tuttora in vigore, – “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” – vieta a chiunque di utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente, ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell’incolumità delle persone, degli animali e dell’ambiente (art. 1). Lo spargimento di tali sostanze, infatti, rappresenta un rischio non solo per gli animali ma anche per le persone.
In base all’art. 3 della suddetta Ordinanza il Sindaco, in quanto responsabile degli animali senza proprietario, deve segnalare il presunto avvelenamento a un veterinario per gli accertamenti del caso e attivare quindi la restante procedura coinvolgendo l’IZS competente per l’identificazione della sostanza tossica utilizzata. Infine, ai sensi dell’art. 7, il Sindaco del Comune in cui si sono verificati gli avvelenamenti dia immediate disposizioni per l’apertura di un’indagine da effettuare in collaborazione con le altre Autorità competenti e provveda entro 48 ore a individuare le modalità di bonifica del luogo interessato, nonché a segnalarlo con apposita cartellonistica e a intensificare i controlli da parte delle Autorità preposte.
Da quanto mi risulta, tutto questo non è stato fatto e chiedo quindi conto dei motivi per cui non si è provveduto ad agire come richiesto dalla normativa vigente. Inoltre, come in molte altre zone della Regione, è assolutamente necessario provvedere a massicce campagne di identificazione e sterilizzazione dei cani randagi e vaganti, con o senza proprietario, per tentare finalmente di arginare il fenomeno del randagismo e prevenire la nascita di ulteriori cucciolate destinate a fare la fine che hanno fatto questi cani dimenticati da tutte le istituzioni preposte alla loro tutela.
In attesa di un riscontro e a disposizione per un confronto, porgo distinti saluti.
Piera Rosati
Presidente
Lega Nazionale per la Difesa del Cane


